Che cos’è lo studio della grafia, le motivazioni e la storia

Scitto 8 Nov 08 2010 da Corrado

Che cos’è lo studio della grafia

La grafologia consiste nello studio della traccia grafica e del suo movimento sul foglio che rappresenta il nostro spazio-ambiente, mentre la psicologia, scienza altrettanto recente, si basa sullo studio dell’animo umano attraverso le libere associazioni, l’interpretazione dei sogni o dei test.

La grafologia analizza i segni grafici e ne deduce una serie d’informazioni riguardante la personalità degli individui analizzati.

MICHON, uno dei fondatori della grafo analisi affermava: “Perchè si possa rivelare una cosa interiore ed invisibile, per mezzo di un segno esteriore e visibile, è necessario che vi sia un legame conveniente tra il segno e la cosa significata.”

La scrittura riflette l’uomo, la coordinazione, il movimento, il simbolismo dello spazio Junghiano, e tantissimi segni grafici ci permettono di interpretare profondamente il comportamento, le attitudini e le motivazioni profonde di un atteggiamento e di un modo di essere.

Esiste un tutto indivisibile, la psiche, che in realtà è formata da uno strato esterno, la coscienza in piena luce: è il comportamento, la Persona formata dall’ambiente e dall’educazione, poi degli strati più profondi sconosciuti al soggetto, l’inconscio personale e l’inconscio collettivo.

Solo una piccola parte conosciamo: LA VITA COSCIENTE NON E’ CHE UN GUSCIO DI NOCE CHE GALLEGGIA SULL’OCEANO DELL’INCONSCIO (Jung)

Lo studio della grafia permette di conoscere gli strati più profondi.

Motivazioni

Tutti noi abbiamo appreso sui banchi di scuola un unico modello calligrafico, con forme ben determinate, abbiamo inoltre imparato a rispettare lo spazio foglio e a delimitarlo con margini e righe; eppure ognuno di noi differenzia la propria scrittura in modo da renderla unica come un’impronta digitale.

Occorre rispondere a questo quesito fondamentale: perché esiste una differenziazione unica che riconosce e caratterizza un individuo e tutte le sue dinamiche profonde; la fisiologia può rispondere in toto.

La grafia, infatti, nasce come atto volontario (cosciente, attento) e solo successivamente diventa un atto inconscio, un riflesso condizionato.

Il sistema nervoso è in grado di apprendere e memorizzare comportamenti ed esperienze passate: l’individuo che scrive non pone più attenzione alla forma (a come scrive), ma a ciò che scrive.

Il riflesso condizionato ・un fenomeno nervoso complesso , che coinvolge gran parte del sistema nervoso centrale.

IL gesto dello scrivere si distingue in due momenti essenziali:

1. fase di programmazione del gesto: si pianificano i singoli movimenti che lo comporranno, la parola che si vuole scrivere ・gia’ visualizzata nella zona ideativa della corteccia cerebrale.

2. fase di esecuzione del gesto dalla corteccia ideativa le fibre nervose giungono ai centri motori, che poi manderanno gli impulsi ai muscoli del braccio e della mano.

Nella fase di programmazione i collegamenti nervosi attraversano anche i centri della personalità e i nuclei dove hanno sede le sollecitazioni emotive (TALAMO, IPOTALAMO, NUCLEI DELLA BASE); questi due ambiti possono inoltre subire influenze reciproche.

Questi aspetti neurofisiologici fanno comprendere l’utilità della grafologia nella diagnosi di problemi psicologici , neurologici o solo nell’approfondimento di un aspetto valutativo di un profilo psicologico.

La storia

La grafologia nacque all’inizio del 900 come la psicologia, e si fonda sull’analisi della traccia grafica, dello scorrimento della grafia dal punto di vista neurofisiologico e del suo movimento nel foglio, secondo il simbolismo dello spazio Junghiano.

Attualmente esistono diverse scuole, tra queste svolge un ruolo fondamentale la scuola francese fondata da Michon e Crepieux, che cerca la motivazione psicologica del comportamento oltre a studiare il profilo caratteriale.

In Germania, invece studiosi come Klages e Max Pulver diedero vita alla scuola tedesca che introdusse il principio del simbolismo, basato sul concetto di considerare alcune dinamiche essenziali della grafia come significative a loro volta di migliaia di piccoli segni.

I capiscuola della grafologia italiana furono Girolamo Moretti , il suo trattato ・fondamentale ed ・stato ulteriormente approfondito dai suoi allievi. Palaferri e Torbidoni.

Il metodo della nostra scuola, approfondito a Milano segue la scuola Morettiana e la scuola francese, non solo permette di ricostruire la personalità  dello scrivente e ricostruirne i comportamenti ma può anche giungere alla diagnosi delle motivazioni consce ed inconsce dello scrivente.

Pubblicato anche su MyBestLife.it

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